I borghi medievali del Parco delle Madonie, alla scoperta di Cefalù e Castelbuono.

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Il mare, la rocca, gli stretti vicoli lastricati in pietra che si intrecciano tra loro, incastonato lungo il Corso Vittorio Emanuele II – la strada maestra – un lavatoio medievale del XII secolo, e poi ancora, camminando verso nord, il duomo di epoca normanna, dal 2015 sito Unesco. Questo è il cuore di Cefalù – cittadina medievale parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia” – da sempre crogiolo di popoli e culture. Siamo a 70 km dal capoluogo siciliano, Palermo, e all’interno del grande Parco naturale delle Madonie. Cefalù si staglia sul mare, dalle sue coste è possibile scorgere in lontananza le isole Eolie. Considerata meta turistica per tutti i gusti, rappresenta un ottimo punto di partenza per una mini vacanza di pochi giorni.

TIP: Dopo una giornata trascorsa sulla spiaggia, consiglio un aperitivo al tramonto presso l’enoteca “Le Petit Tonneau” dove, rigorosamente su prenotazione, dalla terrazza panoramica sul mare, è possibile sorseggiare un bicchiere di vino ammirando il sole che scompare.

Scopri di più: www.lepetittonneau.it

A pochi chilometri da Cefalù, seguendo la Strada Statale 286 che si addentra all’interno del Parco delle Madonie, in trenta minuti o poco più, si può raggiungere il borgo medievale di Castelbuono o Ypsigro, così come la chiamavano originariamente i suoi abitanti. Una vivace cittadina, dove nelle sere d’estate si può passeggiare sulle note della musica indie rock, elettronica o jazz prodotta dalle diverse manifestazioni musicali organizzate nel suo centro storico – Ypsigrock, il Jazz Festival o il DiVino Festival – tra le altre. Castelbuono è anche una cittadina d’arte. Imperdibili la visita del Castello dei Ventimiglia, oggi sede del Museo Civico e all’interno del quale troviamo la Cappella Palatina di Sant’Anna voluta dai Ventimiglia nel 1600 e decorata con stucchi dei fratelli Serpotta, della Matrice Vecchia o Chiesa della Santissima Trinità e della Matrice Nuova costruita tra il XVI e il XVII secolo.

TIP: la cittadina di Castelbuono è rinomata per la produzione della manna, linfa estratta dal frassino che oggi è un prodotto sempre più raro. Si tratta di una sostanza prodotta sin dall’epoca medievale, che attraverso i suoi numerosi usi officinali, medicinali e gastronomici, è in grado di apportare notevoli benefici. Da qualche anno la manna è stata inserita nella lista dei presidi Slow Food.

castelbuono palermo

Esperienze consigliate:

Visita in cantina e degustazione dei vini presso Abbazia Santa Anastasia, azienda vinicola biologica che impiega un metodo di coltivazione biodinamico del vigneto.

L’azienda sorge sui resti di un’abbazia medievale del XII secolo voluta da Ruggero II di Altavilla. Cantina, relais di charme e ristorante di cucina tipica madonita. Incantevoli il baglio originale e la terrazza panoramica con vista sulle isole eolie.

Per informazioni e prenotazioni visite in cantina: Abbazia Santa Anastasia

Se si ha voglia di trascorrere uno o più giorni immersi nella natura del Parco delle Madonie è possibile scegliere una escursione a cavallo tra i vigneti o all’interno del parco, grazie ai numerosi percorsi disegnati dal centro sportivo Cavallonatura di Castelbuono.

Per informazioni: https://www.cavallonatura.com

Per conoscere la manna e le sue origini molto affascinante è l’incontro con il più grosso produttore di manna – Giulio Gelardi – nominato custode della manna delle sue tecniche produttive e delle tradizioni culturali ad essa legate, oggi iscritte nel registro dei beni immateriali dell’umanità patrocinato dall’UNESCO.

Per informazioni: +39 329 8851889

Per visite al museo della manna di Pollina: +39 33958912540921425008 | [email protected]

Consigliatissima una visita alla bottega di Fiasconaro – rinomatissimo produttore di panettoni rivisitati in chiave siciliana e prodotti dolciari artigianali del territorio – che si trova al centro di Castelbuono e dove è possibile assaggiare e acquistare le ultime proposte dei tre fratelli, Fausto, Martino e Nicola.

www.fiasconaro.com

Articolo scritto da Alessandra Pagliaro.

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