Visita a Passopisciaro nelle Cantine Graci

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La visita alle Cantine Graci in una giornata dal pieno sapore autunnale è per Winery Tasting Sicily un’importante occasione per apprezzare il paesaggio del versante Nord del vulcano Etna, da poter ammirare in tutto il suo splendore in una giornata, fortunatamente, priva di nuvole. Giunti a Passopisciaro, la cantina ti accoglie con la semplicità e la forte autenticità tipica di un grande territorio che racconta di una millenaria tradizione vitivinicola fatta di lavoro e di rispetto della terra. La struttura è la materializzazione di una filosofia aziendale che punta al rispetto della naturale espressione del territorio e dei suoi vitigni autoctoni, Nerello Mascalese, Carricante e Catarratto, coltivati in regime biologico certificato, mantenendo intatte le diverse personalità delle Contrade e le loro diverse espressioni d’annata. I vini hanno il carattere distintivo del terroir dell’Etna posto in luce dalla grande attenzione per la sostenibilità, la coltivazione dei vigneti in regime e la ricerca della piena maturità; e per l’approccio rigoroso delle vinificazioni e degli affinamenti che avvengono in vasche di cemento, in tini e botti grandi prodotte con legni di lunghissima stagionatura. L’incontro con Alberto Graci ci permette di comprendere meglio la filosofia aziendale di questa importante realtà produttiva. Alberto ci descrive le diverse Contrade e l’ottima vendemmia 2019. La Contrada MUGANAZZI, nel cuore di Passopisciaro a 700 metri sul livello del mare, vive delle giovani vigne di Nerello Mascalese e Carricante; la Contrada FEUDO DI MEZZO, con 1,5 ettari di vigneto di 80 anni di età, a Passopisciaro, a 600 metri sul livello del mare, è impiantata a Nerello Mascalese ed in piccola parte a Nerello Cappuccio, coltivati ad alberello. È la prima vigna ad essere vendemmiata ogni anno, e dona un vino ampio e generoso. Contrada ARCURÌA, ricco anfiteatro naturale su cinque diverse tipologie di suoli vulcanici, tra i 600/ 700 metri sul livello del mare, abbraccia 15 ettari di Nerello Mascalese, 4 ettari di Carricante, 1 ettaro di Catarratto. In questa contrada 1,5 ettari di vigna impiantata a Nerello Mascalese risulta godere di un suolo diverso da tutti gli altri, un’alternanza continua di strati di pietra e sabbia grossa detta “rifusa” che la caratterizza come una vigna speciale, dalla grande personalità, denominata “SOPRA IL POZZO”. Essa riesce ad esprimersi in modo trasparente e profondo ogni anno e dal 2015 il vino di questa vigna, Etna Rosso DOC Arcurìa Sopra il Pozzo, viene imbottigliato nelle annate di eccellente espressione. A 1.000  metri sul livello del mare a Solicchiata, troviamo Contrada BARBABECCHI, una vigna ad alberello con un’estensione di 2 ettari impiantata a Nerello Mascalese circa 100 anni fa a piede franco, su terrazze e muri a secco tra meli, castagni, erbe balsamiche, noccioli e ulivi. Il clima nordico e il sole africano permettono di raccogliere l’uva a novembre e donano al vino profondità e austerità. Alberto Graci ci racconta che la primavera piovosa del 2019 ha reso le vigne forti, mentre le condizioni favorevoli di un’estate soleggiata ma non caldissima, con temperature miti e scarse piogge, hanno mantenuto l’uva integra garantendone la perfetta maturità e anche la vendemmia tardiva in alcune vigne. Si nutrono pertanto grandi aspettative su questa annata che ha visto anche la prima vinificazione delle contrade Muganazzi e Santo Spirito che verranno imbottigliate separatamente solo dopo che l’attenta conoscenza della singola contrada ne garantirà piena e unica espressione. L’obiettivo dice sempre Alberto è quello di studiare le diversità e le risorse peculiari di ogni contrada per valorizzare il ricco e diversificato territorio dell’Etna DOC, oramai divenuto famoso nel mondo e meta di curiosi e appassionati del settore. Un territorio dove l’enoturismo è in crescita e rappresenta un importante modo di conoscere per chi viaggia e di raccontarsi per chi è visitato. Come chiaramente ci dice Alberto per le Cantine Graci “il centro di tutto il lavoro rimane il vino. Fare il vino, viticoltura e produzione, rimangono la cosa più importante, però ovviamente ricevere delle visite di wine lovers, provenienti da altre regioni d’Italia o dall’estero, rimane un modo di raccontarsi. Il vino è fatto di lavoro in campagna e di lavoro e ispirazione in cantina; ma è fatto anche di racconto perché tutte le cose che hanno dietro grande complessità vivono anche della narrazione e il vino fa parte di queste cose”. E la nostra visita lo conferma, perché essa fornendo conoscenza ha soprattutto generato l’idea della complessità della realtà vitivinicola dell’Etna destando in noi molta curiosità che speriamo al più presto di poter in parte soddisfare approfondendo gradualmente la conoscenza di questo territorio da molti stranieri, non a caso, definito la “Borgogna d’Italia”. 

Maggiori informazioni sulla Cantine Graci

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