Giungere nel primo pomeriggio di un sabato di fine maggio a l'Agrirelais Baglio di Pianetto significa scoprire un angolo di Sicilia che ti incanta per la bellezza dei suoi colori primaverili. A soli 25 chilometri da Palermo, circondato da 88 ettari di vigneti, ad un’altezza di 650 s. l.m, il Baglio, incastonato fra le colline di Santa Cristina Gela, si presenta rispettoso della campagna che lo abbraccia e delle tradizioni siciliane che gli danno forma. L’esterno della splendida dimora, con la cupola color fragola e con i merli coronanti il suo perimetro, rimanda allo stile arabo-normanno mentre l’armonia dei suoni e dei colori valorizza la quiete naturale delle circostanti colline di Piana degli Albanesi rendendo la struttura un ottimo “buen retiro” per gli amanti del relax.

Il servizio di accoglienza sembra essere professionalmente studiato per guidarti in una graduale scoperta degli ampi spazi interni ricchi di arredo e di dettagli interessanti; ti colpisce il pianoforte nel grande salone, i numerosi divani che invitano alla lettura, la scala elicoidale che conduce alla camera “Agnus” che prende il nome di un intenso vino rosso. Una Superior, con balconcino privato, che non delude le aspettative: l’ambiente è ampio, classico nell’arredo e ottimamente accessoriato, il bagno davvero enorme. Due cose, inoltre, conquistano il cuore: la vista che dal letto si gode delle colline e dei vigneti (non ho mai chiuso le tende!) e la bottiglia di benvenuto “Ramione” del 2012 che invita, nonostante una leggera pioggia, a fare una passeggiata tra i vigneti. Con ombrellino e macchina fotografica la perlustrazione di tenuta Pianetto è piacevole e interessante. Noti che il suolo di Ficiligno tende all’argilloso, argilla rossa, ricco di minerali di origine silicea, che la maggior parte degli 88 ettari di vigneto sono in produzione mentre altri sono stati impiantati da poco. I vitigni, a guyot e a controspalliera a cordone speronato, di Insolia, Cataratto, Grillo, Viognier, Merlot, Petit Verdot e Cabernet Sauvignon, godono dell’escursione termica tra giorno e notte, di inverni rigidi e di estati ventilate tipicamente collinari che rendono unico il loro corredo aromatico. Si inizia così a comprendere la scelta del Conte Paolo Marzotto, amante del vino, di acquistare questo prezioso microcosmo per poter realizzare il suo progetto di unire il terroir siciliano alla tradizione dei Chateaux francesi, e cresce l’attesa per la giornata di domani e per l’evento in programma di Cantine Aperte che farà conoscere l’azienda e la sua filosofia di produzione, nonché degustare i vini di Baglio di Pianetto prodotti anche a Tenuta Baroni nel comune di Noto che come tradizione e terreno vuole sono Nero d’Avola, Frappato, Syrah e Moscato di Noto. Intanto a cena, grazie ai consigli di Mariella e Claudia, alla Caponata di melanzane, alle Busiate alla Pianetto e al Filetto di vitello al Ramione viene proposto di accostare “Natyr”, un Petit Verdot dalla lunga macerazione spontanea con lieviti autoctoni, che con i suoi sentori di frutti rossi e il suo caldo color rubino esalta gli squisiti piatti e rende la cena un altro bel momento da ricordare. Dimenticavo una chicca: il cannolo siciliano di Piana degli Albanesi e il moscato RA'IS essenza... indimenticabile!  L’evento di Cantine Aperte è una sorpresa, nonostante le condizioni meteo non favorevoli, tutto si svolge ordinatamente all’interno della cantina che gode di spazi enormi. Numerosi i partecipanti che con visite guidate, con degustazioni enogastronomiche, tra musica e danze, godono di una giornata in cantina che li accoglie con professionalità e calore umano. Grazie ad Alessandro Scordato, eccellente mentore, scopro che la famiglia Marzotto ha investito in Sicilia circa 21 anni fa acquistando dal Barone Ramione il baglio, in cui la famiglia baronale viveva, e la tenuta Pianetto le cui uve venivano conferite ad altre aziende. Con la famiglia Marzotto inizia la produzione, quindi la costruzione della cantina per vinificare in loco e anche la ristrutturazione del baglio in struttura turistico-ricettiva. Paolo Marzotto acquista anche una seconda realtà produttiva nel territorio di Noto, la Tenuta Baroni, realtà pianeggiante diversa dalla collinare Pianetto anche per terroir e condizioni climatiche. Due cantine, diverse produzioni, tutte certificate dal 2016 in biologico.

La cantina Pianetto che ho la fortuna di visitare, si sviluppa in verticale su quattro piani, sfrutta la forza di gravità per caduta e in essa tutto è progettato per rispettare l’integrità della materia prima. Nella bottaia, ad esempio tutto è geometricamente ordinato; le botti bordate di rosso, sono disposte in ordine di grandezza e poste nelle migliori condizioni utili a favorire i processi osmotici necessari all’evoluzione del vino. La bottaia, circondata dalla montagna, è stata progettata in modo tale da creare un corridoio d’aria necessario a  mantenere l’umidità costante al 70 per cento, evitare la formazione delle muffe e favorire tutte le condizioni necessarie per proteggere i legni di rovere di Lies e di Slavonia delle barrique e dei tonneau e soprattutto favorire quella porosità che dona una naturale e particolare impronta ai vini di Baglio di Pianetto. Emerge chiaramente, dalle parole di Alessandro, che il DNA dell’azienda è francese sia per l’impronta data ai vini, sia per la filosofia e per i processi produttivi che consentono di esprimerla. Risulta evidente anche la crescita in atto dell’azienda che produce 650 mila bottiglie l’anno, con un mercato nazionale del 55 per cento e un’espansione vivace nel mercato estero. Nella giornata di degustazione i monovarietali bio ( Insolia, Cataratto, Grillo, Syrah, Petit Verdot, Viognier, Nero d’ Avola e Frappato) i classici (Ficiligno, Timeo, Ramione, Shymer, Syraco)  le riserve ( Cembali, RA’ IS essenza, Viafrancia rosso e bianco), il Monreale DOC Murriali sono stati oggetto di apprezzamento. Personalmente a pane panelle e milza, tra sfincione e prodotti caseari della Piana degli Albanesi, tra tanta Sicilia e umana sicilianità, espressa anche dalle parole dell’attore palermitano Salvo Piparo, ho accostato il Viafrancia bianco bio che ho amato in modo particolare per il modo unico in cui la sua complessità si lega alla finezza creando armonia. A conclusione dell’esperienza a Baglio di Pianetto e della giornata di Cantine Aperte 2019 condivido le parole di saluto di Alessandro che invita tutti a visitare le cantine, a scoprirle, a conoscerle, in quanto preziosa occasione di crescita della cultura del vino e di valorizzazione della Sicilia del vino.


Santa Di Mauro