Tenuta Bastonaca, un amore per la vite

10 ettari di vigneto coltivato tutto ad alberello, in una zona fra le più vocate per la produzione di rossi e bianchi di pregio in Sicilia. È Contrada Bastonaca, nel cuore del territorio del Cerasuolo di Vittoria: qui sorge una giovanissima realtà vitivinicola la cui storia ha il sapore dell’amore per la terra …e non solo.

Il suo nome è Tenuta Bastonaca, a gestirla Silvana Raniolo ed il marito Giovanni Calcaterra. Un passato per entrambi intriso dei profumi del vino avendo lavorato lei in una nota azienda del posto e lui, avvocato, nella cantina di famiglia. Un incontro per motivi di lavoro ed è da lì che dialogando proprio di vino nasce la storia di una nuova famiglia.

Nel 2007 il desiderio di rendere concreto il sogno di un’azienda propria si realizza con l’acquisto di diverse particelle di terreno proprio in C.da Bastonaca. Piano piano i lavori di coltivazione delle viti seguendo i canoni del biologico e sotto lo sguardo attento del noto enologo Carlo Ferrini: si punta al futuro con lo sguardo però sempre rivolto a ciò che il passato ha insegnato e pertanto si sceglie di coltivare le viti solo ad alberello.

Ritroviamo pertanto i tradizionali Nero d'Avola, Frappato, Grillo ma anche un tocco d’innovazione con il Grenache ed il Tannat, in quantitativi questi minori, che si elevano verso l'alto crescendo appoggiati a delle canne, così come i nostri nonni facevano. Una visione di agricoltura naturale, dove non si fa irrigazione, facendo in modo che la terra rossa sia insieme al suo calore l’elemento unico che contraddistinguerà i vini.

In cantiere molti progetti che a breve vedranno luce come ci confermano Silvana e Giovanni visitando la cantina, un antico palmento della fine del ‘700 di cui si stanno completando i lavori e che presto sarà fruibile ai turisti e a quanti vogliono condividere il piacere della vita in campagna, passeggiando fra filari, raccogliendo della frutta o degli ortaggi direttamente con le proprie mani (qui c’è rispetto per la biodiversità!) e poi passando in cucina si prepareranno conserve o i cibi della tradizione siciliana.

E se poi alla fine di questa esperienza sensoriale si vorrà degustare del semplice pane di grano duro intriso di buon olio lo si potrà fare utilizzando quello dell’uliveto che circonda le viti: un olio di Carolea, una varietà in via d’estinzione, rarissima, che Gambero Rosso ha considerato quest’anno tra i migliori extravergini d’Italia.


Gianna Bozzali
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