Quattro giorni a Salina, per esplorare l’isola e conoscere meglio la Malvasia delle Lipari.

Alla scoperta delle cantine siciliane nell'isola di Salina.

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leni isole eolie winerytastingsicily

Recarsi in visita alle isole Eolie, dette anche Isole Lipari, significa scoprire un paradiso.

Questo arcipelago del Mediterraneo meridionale, appartenente all’arco Eoliano in Sicilia, è stato riconosciuto nel 2000 patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Infatti, le sette isole dell’arcipelago: Lipari, Panarea, Vulcano, Stromboli, Salina, Alicudi e Filicudi con la loro unicità geologica e naturalistica conquistano da sempre il cuore dei visitatori.

Noi di Winery Tasting Sicily abbiamo,  per il momento, apprezzato le bellezze paesaggistiche di Salina di cui vi racconteremo. E non vediamo l’ora di visitare le altre sorelle eoliane per vivere le forti emozioni che la natura incontaminata, la bellezza del mare e l’accoglienza isolana regalano. 

Dopo Lipari, Salina è la seconda più grande isola dell’arcipelago delle Eolie. Ricca di colline che digradano verso il mare, Salina con i suoi oliveti e vigneti è l’isola più verde.

Noi di Winery Tasting Sicily abbiamo soggiornato nel piccolo borgo di pescatori di Rinella, frazione del comune di Leni. Un luogo caratteristico per il porto e per la spiaggia di sabbia nera, sormontata da grotte scavate nella roccia, un tempo utilizzate per il ricovero delle barche.

Il fondale, ricco di flora e di fauna marina, è amato da chi effettua lo snorkeling ed è anche famoso per i suoi “sconcassi”, cioè fuoriuscite di gas e vapori vulcanici. 

A Rinella colpisce non solo la bellezza ma anche la tranquillità del luogo. Tutti si conoscono e sembrano scandire le ore della giornata con una buona dose di allegria e di serenità. Percepiamo quest’ultimo aspetto anche nel locale dove gustiamo la nostra granita eoliana e dove ci viene consigliato di assaggiare una specialità del luogo: la granita alla ricotta con polvere di capperi.

I capperi, presidio Slow Food, sono onnipresenti a Salina.

Di capperi, di Malvasia delle Lipari, di vino e di prodotti biologici del luogo, inizialmente, ci racconta il nostro amico Salvatore D’Amico. Insieme a Salvatore ci rechiamo nei vigneti siti in Valdichiesa dove ammiriamo i grappoli di uva Malvasia. Nella piacevole chiacchierata veniamo a conoscenza delle tradizioni isolane e degli “esperimenti” che permettono all’azienda agrobiologica D’Amico la produzione di una Malvasia di altissimo livello e anche di vini biologici certificati che mantengono intatte le proprietà e i profumi delle Isole Eolie. Accompagnati nel luogo in cui si sta effettuando la raccolta dei capperi, abbiamo la possibilità di osservare la meravigliosa “Orchidea del Mediterraneo”; della quale scopriamo la storia antica (riferimenti si trovano persino nella Bibbia e negli scritti di Plinio il Vecchio, Aristotele e Ippocrate) ma anche le tecniche di coltivazione, di raccolta e di conservazione. 

La crescente curiosità ci spinge il giorno seguente ad affittare uno scooter per meglio muoverci tra i tre Comuni di Salina: Santa Marina Salina, Malfa e Leni.

Con un susseguirsi di curve saliamo da Rinella, Comune di Leni, verso Malfa sostando in un bellissimo punto di osservazione delle isole di Filicudi e Alicudi, le più occidentali dell’arcipelago. A Valdichiesa troviamo ad aspettarci, anche lui “centauro da scooter”, Andrea Hauner. Insieme ci rechiamo nei vigneti dell’azienda siti a Valdichiesa e a Malfa.

A Malfa i filari sono numerosi, così come le cantine dove poter fare degustazioni. Il comune di Malfa è piccolo, elegante e molto verde. Particolarmente nota è la frazione di Pollara, resa famosa dal film di Massimo Troisi “Il Postino”. Pertanto, lasciato il giovane Hauner con il quale fissiamo un appuntamento nella sua cantina per l’aperitivo, decidiamo di fare un bagno nella spiaggia di Pollara, l’unica spiaggia-paese d’Italia.

Anche se la spiaggia di sabbia nera che si vede nel film non esiste più, vale comunque la pena di scendere qualche scalino, centottantanove per la precisione, in un sentiero tra ginestre e cactus, per fare un tuffo nel mare verde-blu delle Balate. In questa splendida insenatura, le ripide pareti a strapiombo sono decorate da antiche casette dei pescatori, collegate da scalette, scavate nella roccia. Accanto alla baia un’opera d’arte naturale, cioè un arco costruito interamente dall’erosione del vento, rende straordinaria l’esperienza del tramonto.

Il nostro tramonto noi lo vivremo a Lingua, nella Cantina Hauner e non sarà meno bello. 

Il comune di Santa Marina Salina, sempre frazione di Lingua, presenta nella estremità Sud orientale, un laghetto naturale di acqua salmastra e i resti di un antichissimo impianto per la produzione del sale risalente al I-II secolo d.C. Il lago, sormontato da un faro, è oggi Riserva Naturale Protetta e luogo di migrazione degli uccelli.

In tale scenario, col sottofondo del cinguettio degli uccelli, ci accolgono gli Hauner.

Andrea da buon cicerone ci guida nella cantina, raccontandoci la storia di famiglia. Il nonno, architetto e versatile artista bresciano, dopo aver girato il mondo, giunge nei primi anni 60 nelle Eolie. Si innamora di Salina dove si trasferisce a vivere, affascinato anche dalla coltivazione della Malvasia secondo il metodo tradizionale. Acquista appezzamenti di terreno rimasti incolti, a causa della forte emigrazione, e inizia a produrre la preziosa Malvasia. Il successo della rinata Malvasia significa anche crescente interesse economico-turistico per l’arcipelago eoliano, anche grazie all’azione culturale brillantemente portata avanti da Gianfranco Sabbatino. 

L’azienda è adesso guidata da Carlo Junior che incontriamo e alla quale chiediamo un’intervista per descrivere, a tutti winelovers che ci seguono, la forza del vino eoliano. 

Il vino Malvasia, dal tipico colore ambrato e dal sapore dolce e vellutato, può essere bianco secco, passito o liquoroso. In ognuno di questi casi deve essere ottenuto con uve Malvasia di Lipari per una quantità massima di 95% e per un 5–8 % da uve Corinto nero. La tipologia più pregiata, quella passito,  prevede una raccolta dell’uva sovramatura, e l’appassimento naturale al sole su graticci di listarelle di canne (“canizzi”) per circa 15-20 giorni, la spremitura dei grappoli appassiti e una lunga fermentazione a temperatura controllata in recipienti di piccola capacità. 

Al calar del sole, fare l’aperitivo nella panoramica terrazza, dall’atmosfera tipicamente eoliana, della cantina Hauner significa godere della bellezza della natura ma anche dei suoi magnifici frutti. Degustiamo i vini, le cui etichette sono le riproduzioni dei quadri del nonno, con assaggi di prodotti locali (tra cui gli oramai noti: cucunci!) vivendo un’esperienza straordinaria che vi consigliamo di provare.

E visto che il vino mette appetito, per la cena ci concediamo anche del pane cunzato da Alfredo.

I sapori e i colori di Salina come in un puzzle si stanno componendo tutti, creando una realtà dall’incredibile fascino. 

La notte nelle isole è bene alzare gli occhi in cielo per ammirarne il ricchissimo manto di stelle. Quel manto che ha accompagnato il nostro rientro in scooter a Rinella. Sedici chilometri di buio e di pace! 

E visto che siamo in fase relax, il giorno seguente organizziamo un’escursione nell’isola di Stromboli. Vedere i delfini in libertà, poter fare un tuffo nel mare cristallino di Ginostra, passeggiare tra i vicoli di Stromboli, contemplare il calare del sole in barca e poi raggiungere la Sciara del Fuoco dove, in tutta la sua potenza uditiva e visiva, ammirare il vulcano, sono esperienze incredibili e indimenticabili. 

Tutto è indimenticabile di questo viaggio. Soprattutto l’ospitalità dei nostri amici che, anche nella cena di festa tenutasi nella cantina D’Amico insieme al sindaco di Leni, a Marina Suma e a numerosi altri commensali, ci ha introdotto in un mondo di  abitudini, tradizioni e pietanze rare. Assaggiando, come fossero verdure, grandi capperi appena raccolti e cucinati secondo antichissima ricetta e degustando la Grappa di Malvasia delle Lipari la cui distillazione è fatta a bagnomaria da Vittorio Capovilla, distillatore di fama europea, su vinaccia di Malvasia delle Lipari appena svinata.

Riassumendo, in questa nostra visita a Salina abbiamo scoperto che nella semplicità risiede la genuinità e la serenità. Che amando e rispettando la natura si può essere felici perché essa facilita l’espressione del nostro autentico essere.

A tal proposito, ringraziando tutti coloro che abbiamo avuto il piacere di incontrare, mi permetto di concludere con un “illustre” pensiero che spesso mi è venuto in mente in queste splendide giornate: “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza” (Immanuel Kant).

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