“Piccolo è bello” invade Catania: edizione record con oltre 115 produttori e 1.500 appassionati

Un'esplosione di sapori e tradizioni: l'incanto vinicolo ed olivicolo si diffonde nel Monastero dei Benedettini di Catania.

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"Piccolo è bello" invade Catania: edizione record

CATANIA – Dall’alba al tramonto i Chiostri di Levante e di Ponente del Monastero dei Benedettini si sono riempiti di tutte le sfumature di olio e di vino etneo, 115 le cantine e 6 le distillerie del vulcano partecipanti, circa 20 le produzioni di olio dell’areale etneo completate dalla straordinaria partecipazione di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti – che ha portato in degustazione varie eccellenze olearie.

La svolta della quinta edizione di “Piccolo è bello” è stata la scelta di unire idealmente i due beni patrimonio UNESCO della città di Catania in una fusione di bellezza mai celebrata finora: da una parte l’imponente plesso architettonico dei Benedettini, dall’altra l’incanto e l’unicità del paesaggio etneo rappresentato dalle produzioni vulcaniche.

Un riuscito connubio che ha fatto registrare un’affluenza da record con un pubblico di oltre 1.500 partecipanti, un fermento vinicolo ed oleario che sta coinvolgendo sempre più la città con una crescita progressiva registrata dal comparto non soltanto in termini quantitativi ma soprattutto qualitativi.

“Sono sempre più numerose le persone che scelgono di avvicinarsi al vino e di investire in una formazione enoica, contribuendo a costruire attraverso il vino un’opportunità di sviluppo importante per la città di Catania. Piccolo è bello non è soltanto un evento organizzato con il prezioso supporto di Fondazione Italiana Sommelier ma un movimento, una visione condivisa di valori che generano effetti benefici per il territorio: con questa manifestazione abbiamo onorato la capacità dei vignaioli ed olivicoltori etnei, un bacino dal potenziale enorme riconosciuto e premiato nel mondo”.

Agata Arancio, Bibenda Executive Winemaster e Vicepresidente Fondazione Italiana Sommelier, ideatrice e organizzatrice dell’evento

Tre i seminari che si sono alternati per offrire spunti e strumenti di conoscenza del vino etneo: un percorso “Sulle tracce della mineralità”, un dibattito e degustazione guidata di olio sul tema “Olivicoltura biologica: analisi della situazione attuale e prospettive future” e infine “I vini del vulcano: l’areale e il rapporto tra mutevolezza e riconoscibilità dei vini dell’Etna” con i docenti dell’Università di Catania e il Consorzio Etna DOC. L’incontro si è concluso con l’approfondimento curato dall’autore e docente Giampaolo Gravina “VariETÀ del bianco etneo: un colpo d’occhio retrospettivo”.

Un successo che ha intrecciato anche musica ed arte con la partecipazione di John Biancale e del chitarrista Riccardo Buzzurro e la performance live dello scultore Orazio Coco; l’appuntamento verrà presto rinnovato con altri momenti e spazi dedicati alle microrealtà, tanto piccole quanto virtuose.