Il vino al tempo dei tuttologi.

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Quanto conta scegliere la giusta formazione nel settore Wine & Spirit?
Si sente spesso parlare di un proliferare di ristoranti, wine bar, corsi di degustazione e corsi per sommelier. Almeno una persona – nel gruppo dei vostri amici – sta frequentando un corso (non dite di no!) per diventare esperto di questo o quell’argomento legato al settore enogastronomico.
Ci sono molte accademie e associazioni che rilasciano attestati, diplomi etc., ma come si fa a scegliere quella più adatta alle proprie esigenze?
Abbiamo incontrato Cristina Mercuri, Presidente di Degustibuss International – accademia con sedi in tutta Italia – che ci ha fatto una breve panoramica della situazione a livello nazionale.
La formazione in questo settore è in rapida espansione per diretta conseguenza dell’aumento della domanda. Il rischio dietro questo proliferarsi di scuole e corsi è quello della scarsa qualità della didattica, qualora non ci sia dietro una struttura solida e al passo coi tempi. Il rischio è quindi investire male i propri soldi perché non è stata scelta l’accademia più adatta.
Intanto bisogna stabilire se vogliamo fare un corso di degustazione, un corso sommelier (con un focus sul servizio di sala e la gestione di una cantina), o un corso specifico sul vino (senza il focus sul servizio). Poi bisogna capire quanto tempo possiamo dedicare allo studio, perché sì, bisogna studiare, e tanto. Infine, bisogna scegliere un’accademia che brilli per il suo buon nome, per il curriculum dei docenti, e per la serietà dei programmi che propone.
Passando a un focus su quello che offre Degustibuss, si nota come l’accademia tenga Corsi per Sommelier, Corsi Barman, Corsi WSET (Wine & Spirit Education Trust, il più autorevole istituto al mondo in materia), corsi Degustazione Vino e Birra, serate di abbinamento cibo vino e molto altro.
I corsi hanno un approccio full time con docenti che sono formati a livello centrale e mantengono standard elevati attraverso un percorso di formazione continua. Cosa vuol dire full time? Significa che il corso si tiene dalla mattina alla sera, al sabato. Lezioni concentrate per un’immersione a 360° nel mondo del vino, una sorta di bootcamp. La formazione di Degustibuss mira a rafforzare l’approccio critico al calice con un panorama grande come il mondo: si degustano vini da ogni regione del mondo e si impara come riconoscerli alla cieca.
Nel primo livello si studiano i Vitigni Internazionali e si analizza come i fattori di Terroir influiscono sulle differenze nel calice: alla fine del primo livello il corsista non solo è in grado di degustare, ma è anche in grado di riconoscere vitigno e origine geografica di un vino (panel internazionale, ovviamente).
Nel secondo livello gli argomenti sono L’Europa, e come i fattori in vigna e cantina influiscono sulla qualità e lo stile di un vino. Partendo dal calice, quindi, il corsista sarà in grado di risalire ai fattori che lo hanno determinato, valutandone la qualità da un punto di vista oggettivo.
Nel terzo livello (il più bello a mio parere) si affrontano le restanti regioni del mondo e si fanno interessanti Lecture su Climate Change, concetti molto tecnici che riguardano turnover e profittabilità aziendale, posizionamento economico di un vino e giusto valore monetario. Oltre che un’ampia sessione sugli abbinamenti con il cibo. Il corsista che diventa Sommelier superando l’ultimo esame è in grado di affrontare una discussione su un vino a livello tecnico, responsabile e preparato.
In effetti, il programma didattico è distintivo e unico, allontanandosi di molto da quello offerto dalle altre associazioni.

Cristina è convinta che per diventare dei Sommelier ci sia bisogno di almeno 250 ore di formazione, di cui 90 in aula. Ciò significa che si deve davvero volere il titolo di Sommelier. Altrimenti si può scegliere un corso di degustazione, molto più approcciabile che comunque dà un’infarinatura di base su quello che significa degustare un vino.
Chi vuole seriamente avviare una carriera in questo settore può anche dirigersi verso un titolo WSET (Degustibuss tiene corsi dal primo al terzo livello), e di ambire al Diploma WSET (attualmente disponibile solo presso la sede centrale di Londra, si contano oggi circa 10.000 DipWSET nel mondo, rappresentando uno dei titoli più ambiti in assoluto). Per coloro che non necessariamente hanno una conoscenza sul vino, accedere al primo o secondo livello WSET permette di avere una formazione seria e internazionale. Eccoli nel dettaglio: il WSET Level 1 è un seminario di un giorno che insegna le basi dell’enologia e la degustazione. Il WSET Level 2 dura invece tre giorni ed ha lo scopo di aumentare la capacità di discutere e scrivere sulla teoria del vino di base, e applicarla nelle vendite, nel servizio e nella conservazione di vino e liquori. Infine, il WSET Level 3 è raccomandato per gli addetti ai lavori, dura 5 giorni – in lingua Inglese – e l’obiettivo principale è la tecnica di degustazione e l’apprendimento della produzione e della distribuzione di vino.
Lo scopo di un corso di formazione non è solo quello di fornire nozioni, ma trasmettere allo studente la stessa passione che mette il docente, arricchendolo di un bagaglio fatto non tanto di nomi o numeri, ma di strumenti che saranno utili per il futuro professionale del corsista. Sono profondamente convinta che il settore del vino sia talmente vasto che non basti una vita per conoscerlo tutto, ecco che l’accademia ha la seria responsabilità di fornire i giusti strumenti per permettere a tutti gli studenti di navigare, crescere e perfezionarsi secondo la propria vocazione settoriale.
La mia più grande soddisfazione è vedere come un corsista cambia il suo modo di approcciarsi ad un calice, arrivando a capire, attraverso le evidenze del vino, i fattori naturali e umani che lo hanno creato.

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