Tenuta Valle delle Ferle, vini identitari del territorio di Caltagirone in Sicilia

0
84
Tenuta Valle delle Ferle Caltagirone

Se vi trovate a Caltagirone e siete amanti del buon vino e della genuina compagnia vi consigliamo di visitare la Tenuta Valle delle Ferle. L’azienda sorge a pochi chilometri da Caltagirone in Sicilia, all’interno della zona a Denominazione d’Origine Controllata e Garantita “Cerasuolo di Vittoria (DOCG)”, nel cuore della più antica strada del vino mai individuata, quella che, secondo gli studi dello storico e archeologo Hubert Allen, si estende da Gela-Kamarina, attraverso le colline di Niscemi e Vittoria, fino a Caltagirone per poi proseguire verso Lentini e giungere infine a Catania.

Qui incontrerete Claudia Sciacca e Andrea Annino, due brillanti giovani che nel 2016 hanno intrapreso il loro entusiasmante progetto. Con costanza, risorse e passione profuse in vigna ed in cantina e nel rispetto della naturale tradizione vitivinicola dei luoghi, della terra e del suo equilibrio, hanno dato una nuova vita a un luogo magico dalle vigne cinquantenarie di Nero d’Avola e Frappato da cui nascono i vini Valle delle Ferle

Nella Tenuta Valle delle Ferle, in questo luogo fuori dal tempo, conoscerete l’emozione che il vino riesce a dare, vedrete da vicino come nasce, per poi assaporarlo durante le degustazioni in cantina e le visite guidate tra i vigneti della tenuta.

Potrete anche soggiornare all’interno di un antico casale immerso tra i vigneti, per vivere direttamente il contatto con la Sicilia più vera e autentica, con la sua terra, i suoi profumi, i sapori dei piatti tipici della tradizione culinaria siciliana, da riscoprire e gustare.

Il TERRITORIO DI VALLE DELLE FERLE

I vigneti cinquantenari di Nero d’Avola e Frappato della Valle delle Ferle, a 400 metri s.l.m, allevati con bassissime rese per ettaro, oggi in regime biologico, si estendono per circa 10 ettari all’interno della zona a Denominazione di origine Controllata e Garantita “Cerasuolo di Vittoria”. L’anzianità delle viti costituisce un elemento distintivo importante, grazie alla maggiore capacità di esprimere le caratteristiche del territorio, un valore che si aggiunge alle qualità di natura ambientale, date dalle caratteristiche pedoclimatiche del territorio, ideali per la coltivazione della vite. La forte ventilazione, tipica della zona, riduce il rischio che si sviluppino malattie delle vite, gli sbalzi termici accentuati nelle diverse stagioni e tra notte e giorno donano al vino un corredo aromatico ricco ed elegante. L’esposizione delle viti, costantemente illuminate dal sole durante le ore diurne, e il clima, solitamente siccitoso durante il periodo di maturazione delle viti, donano vini di grande consistenza e struttura. Nella Valle delle Ferle c’è un antico palmento, raggiungibile attraverso un viale circondato da olivi prima e poi da filari di vigneto, all’interno del quale è stata organizzata una cantina dotata di tutte le attrezzature e delle tecnologie più moderne per la vinificazione.

SOSTENIBILITÀ

Garantire la qualità delle produzioni migliorandone la sostenibilità è il principale impegno dei giovani produttori che rispettano il territorio riducendo al minimo l’impatto ambientale di ogni lavorazione. Nel 2016, dopo aver rilevato i vigneti e la cantina, la prima scelta presa è stata quella di iniziare un processo di conversione biologica concluso nel 2020. La maggior parte delle lavorazioni di campagna sono manuali; per la legatura delle viti utilizzano ancora la disa (Ampelodesmos mauritanicus), riducendo al minimo la presenza di materiali plastici tra le vigne. Non si fa ricorso all’irrigazione artificiale, lavorando sempre le vigne con una potatura corta, in maniera tale da non sovraccaricare mai le piante.

I VINI DI VALLE DELLE FERLE

Interessante la produzione del Cerasuolo di Vittoria DOCG che nasce nell’antica vigna “mista”, il Frappato, il Nero d’Avola, il Rosato ed il Bianco, impreziositi dal particolare rapporto di terreno e clima, e dalla ricchezza dell’ecosistema rinforzato dal regime biologico. L’uva è selezionata in vigna ed è raccolta a mano, in cantina i grappoli migliori diventano vino con lieviti indigeni e bassissimo uso di solforosa. La storia delle vigne, protette e sviluppate su terreni ideali al loro sviluppo, impone al gusto il carattere marcato dell’area di produzione, le note aromatiche di vitigni storici di un territorio unico, in cui altitudine, vento e contrasti climatici esaltano la complessa struttura, la ricchezza e l’eleganza del vino.

Nella nostra degustazione abbiamo apprezzato un vino bianco di carattere il MURGENTIA BIANCO ‘20 IGT Terre Siciliane di uve di nero d’Avola 50% e Frappato 50% vinificate in bianco in tini di acciaio con il controllo della temperatura e affinate per 6 mesi in acciaio. Il terreno argilloso, prevalentemente sabbioso di medio impasto e ricco di pietre, rende questo vino fresco con sentori di macchia mediterranea, frutti e note di erbe officinali. Un vino da provare anche se al momento le 665 bottiglie prodotte sono già esaurite. Un’idea vincente che è stata ben apprezzata e che porterà ad un incremento della produzione di questo interessante bianco. Quando lo troverete e lo degusterete abbinatelo a primi piatti di pesce, antipasti di mare e di terra, ma anche a formaggi freschi.

Il ROSATO ‘20 DOC Sicilia, sempre 50% Nero d’Avola, 50% Frappato, allevati a cordone speronato a conduzione biologica, raccolta manuale, viene vinificato in rosato con breve macerazione in tini di acciaio con il controllo della temperatura e affinato in acciaio per 6 mesi. Abbinato con cruditè di pesce, pesce in umido, formaggi freschi e verdure grigliate esprime pienamente tutta la sua potenzialità. Note floreali e cenni minerali donano intensità ed eleganza a questo intrigante vino.

Il FRAPPATO ‘19 DOC Vittoria (in uscita il prossimo dicembre) ci ha conquistato per il caratteristico imprinting nasale di spezie, liquirizia, noce moscata, ma anche per la viva nota del frutto. Un frappato di grande gusto, frutto di attenta selezione delle uve sia dal punto di vista sanitario che della maturazione, vinificato in tini di acciaio con il controllo della temperatura e con una macerazione di circa 8-10 giorni. Maturazione in acciaio a contatto con le fecce fini e 3 mesi in bottiglia. Un vino da accompagnare a primi piatti a base di verdure, formaggi freschi e di media stagionatura.

Il vivace NERO D’AVOLA ‘17 DOC Vittoria, il grande amore di Claudia, vinificato in tini di acciaio con il controllo della temperatura e con una macerazione di circa 7-10 giorni, con maturazione in acciaio a contatto con le fecce fini e 3 mesi in bottiglia, ti stupisce per la sensazione di freschezza. Il suo colore, rosso dai riflessi porpora, la sua profondità di frutto maturo e le sue note di cuoio e di arancia amara invitano non solo a gustarlo insieme a primi piatti elaborati e speziati, a salumi e formaggi di media lunga stagionatura, ma anche a conservarlo per riscoprirlo magari fra un decennio. Un vino che promette una buona evoluzione.

Il CERASUOLO DI VITTORIA DOCG, Nero d’Avola 50% Frappato 50%, è vinificato in tini di acciaio con il controllo della temperatura e con una macerazione di circa 7-10 giorni. Matura in acciaio a contatto con le fecce fini e 3 mesi in bottiglia. Nella mini verticale il Cerasuolo Di Vittoria ’16 –’17 – ’18 (in uscita prossima) ha presentato un filo conduttore comune: la pienezza di frutto. Dal Cerasuolo ’17 più fresco in bocca e con nota acidula importante, al ’18 più presente al naso, all’annata ’16 dalla buona maturità e presenza di note speziate, il vino esprime con una precisa immediatezza, data dall’acciaio, una perfetta fusione tra il frutto fresco e le spezie. Accompagnatelo a piatti di carne elaborati e formaggi di lunga stagionatura.

E come chicca abbiamo anche assaggiato il CERASUOLO DI VITTORIA MURGENTIA (’18  in uscita prossima), vinificato in tini di acciaio con il controllo della temperatura e con una macerazione di circa 7-10 giorni. Con maturazione in acciaio a contatto con le fecce fini 18 mesi, elevato in tonneaux di secondo passaggio per 12 mesi. Attualmente in affinamento in bottiglia, uscirà nel 2022. Noi consigliamo di non perdervelo!

Logicamente la degustazione di questi vini si è accompagnata al buon cibo della tradizione: l’uovo sodo, come simbolo del pasto contadino, u pani cunzatu, la parmigiana, i formaggi del territorio e i salumi tipici.

Ma principalmente al buon vino si lega sempre la piacevole compagnia come quella dei generosi e disponibili padroni di casa, Claudia e Andrea, di Luigi Salvo che ha guidato la degustazione e di Antonio Iacona e Fabio Cristaldi.

Di tutto abbiamo fatto tesoro. Grazie!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.