Ecco come è andata a Contrade dell'Etna 2019

Giungere al Castello Romeo, gioiello settecentesco incastonato nello splendido paesaggio dei monti Nebrodi, in una giornata che secondo le previsioni meteo promette pioggia significa volgere lo sguardo a sinistra e fare affidamento a sua Maestà Etna che spesso riesce a smentirle e a fare il miracolo! Infatti, il nostro amato vulcano non ci delude e ci viene incontro consentendo solo una leggera pioggia, nelle prime ore del pomeriggio di domenica, che non impedisce minimamente alla manifestazione “Contrade dell’Etna” di essere anche quest’anno un successo. Giunta alla sua XII edizione, la manifestazione organizzata dall'azienda Passopisciaro di Andrea Franchetti, ha visto partecipare 75 aziende. I vini di Contrade si sono presentati il primo giorno come “campioni di vasca” e anche se ancora giovani e per pochi specialisti, in grado di cogliere la loro embrionale espressione, hanno comunque testimoniato la peculiarità e la forza di questo territorio. Un suolo vulcanico che nelle diverse contrade riesce a caratterizzare i vitigni autoctoni, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante, in modo diverso donando uniche e forti identità ai vini. Sin dalla mattina, i banchetti di assaggio sono stati meta di numerosi curiosi desiderosi di scoprire la forza dei vini dell’Etna e di cogliere le loro diverse sfumature. Era addirittura piacevole attendere in fila per riuscire ad accostarsi al produttore e rendersi conto che mille domande e curiosità si legavano agli assaggi di coloro che ti precedevano. Gli stessi curiosi che hanno poi scoperto i punti di ristoro dei prodotti locali, preparati dall’ Hotel Scrivano- Ristorante “Le Delizie”, da Ristorante Veneziano e dai Pennisi-macelleria con Cucina; e anche questa volta riuscire a godere di un piatto di pasta con la crema di fave ha richiesto una meritata attesa, buonissima! Nel pomeriggio la partecipazione alla manifestazione si è arricchita di presenze straniere e in un clima più rilassato è stato possibile raccogliere le impressioni dei produttori presenti e registrare i loro interventi sulle nuove annate e sui progetti futuri. Interviste che nonostante il Social down mondiale abbiamo cercato di documentare, diciamo in tempo reale. Sulla nostra pagina Facebook le interviste sono ancora presenti e rappresentano un’importante fonte di arricchimento per tutti coloro che amano questo mondo. Altrettanto interessante e stimolante è stata la partecipazione alla cena - evento organizzata da Andrea Franchetti, che purtroppo non abbiamo avuto il piacere di incontrare, ma che ci ha consentito di godere della piacevole compagnia di amici produttori in un clima di relax e di fare nuove conoscenze. Al nostro tavolo abbiamo casualmente conosciuto  Federico Graziani, i cui vini abbiamo apprezzato con attenzione il giorno dopo, quando li ha descritti a tutti noi come solo un grandissimo sommelier riesce a fare (nella nostra pagina Facebook e su instagram trovate il suo contributo). A fine serata ci siamo imbattuti in Frank Cornelissen che ci ha letteralmente incantato con i suoi racconti e al quale abbiamo strappato un invito per una visita in cantina che speriamo di potervi presto raccontare. Sentiamo doveroso ricordare anche gli Scrivano che ci hanno fatto scoprire i Tonnacchioli con sparacogne, ciliegino, basilico e tartufo, i Pennisi che hanno preparato guancia di vitello su purea di patate, i Veneziano con la squisita zuppa di funghi, e per finire i Musumeci con le loro dolci zeppole al miele. Dopo una serena notte di riposo presso lo stesso Castello Romeo, sentire nelle prime ore del giorno le attività che riprendevano e così realizzare che ci si stava organizzando per una nuova giornata di accoglienza è stata una sensazione davvero energizzante. La giornata del lunedì, fredda ma non piovosa (di nuovo, Grazie Etna!), è stata ricca e produttiva e ha visto una partecipazione di qualità. Con le vecchie annate, le diverse cantine hanno fatto conoscere la peculiarità delle loro etichette tutte sicuramente forti e importanti ma anche tutte diverse, grazie ai suoli vulcanici, all’alta quota, alle escursioni termiche, alle vigne dagli alberelli centenari, ai monti Nebrodi che a nord proteggono dal vento e al mare che accarezza il territorio da sud est. Non a caso questi vini sono tra i più apprezzati al mondo e incuriosiscono sempre di più.

Credo, tuttavia, che per definire le Contrade dell’Etna come evento unico, per descrivere le sfumature dei vini delle contrade,per esprimere la passione dei produttori, l’amore che ci lega alla nostra terra e al nostro Vulcano, l’impegno che mettiamo (ognuno in modo diverso e con attività diverse)  nella valorizzazione del nostro territorio, siano estremamente preziose le parole del Cavaliere Benanti che vi invitiamo ad ascoltare nell'intervista che ci ha gentilmente donato. Nel mentre cogliamo l’occasione per invitarvi l’anno prossimo alla tredicesima edizione della manifestazione.


Santa Di Mauro