CARRICANTE: ANTICO VITIGNO AUTOCTONO DELL’ETNA

Uno dei vini più rappresentativi di questo splendido vitigno è l'Etna Bianco DOC

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Carricante Grappolo vitigno autoctono Etna Bianco DOC

Il viaggio in Sicilia tra i vitigni autoctoni di Winerytastingsicily.com continua con il Carricante autoctono a bacca bianca dell’Etna. 

UN NOME UNA GARANZIA

“U carricanti”, cioè capace di riempire i carri d’uva, espressione siciliana utilizzata per sottolineare l’abbondante produzione di uve di questo straordinario vitigno. 

Fino alla metà del secolo scorso il vitigno etneo Carricante era il più diffuso vitigno a bacca bianca della provincia di Catania. Intorno al 1885 fu anche introdotto nella provincia di Agrigento, Caltanissetta e Ragusa non trovando però diffusione.

Il Carricante è un vitigno autoctono antichissimo dell’Etna, oggi particolarmente presente,  nel versante est della regione etnea, nelle contrade più elevate (750-950 m. s.l.m.) dove il Nerello Mascalese fatica a completare la sua maturazione.

QUALCHE STUDIO FAMOSO SUL CARRICANTE

Il Carricante venne messo in luce, agli inizi degli anni 90, insieme al Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio a bacca rossa, Minnella Bianca e Vesparola da una interessante  “Indagine sulla natura e sul contenuto di alcune classi di polifenoli in uve prodotte nella Sicilia orientale” realizzata da Salvo Foti in collaborazione con l’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti, allora diretto dal Dott. Rocco Di Stefano. 

Il Carricante, allevato ad alberello e dalla maturazione tardiva (2ª decade d’ottobre), venne descritto nel suo  “profilo polifenolico”, cioè nelle sostanze che formano il colore e la tannicità dell’uva e del vino, e nel suo “profilo aromatico”, ossia nei costituenti (precursori d’aroma) che evolvendosi nel vino determinano l’aroma olfattivo, il cosiddetto “bouquet”.

Il mosto presenta, in genere, un’acidità sensibile e un alto tenore di acido caffeiltartarico. I vini sono contraddistinti da un’elevata acidità fissa, da un pH particolarmente basso e da un notevole contenuto in acido malico. Il Carricante, se ben coltivato ed opportunamente vinificato e invecchiato, genera grandi vini bianchi dalle note complesse e interessanti caratteri aromatici riconducibili all’aroma di Riesling alsaziani. Predominano le sensazioni olfattive di mela, zagara, anice, insieme ad un tipico e gradevole nerbo acido al gusto che conferisce struttura.

CARRICANTE vitigno Etna Bianco DOC in SICILIA
Grappolo di Carricante vitigno autoctono a bacca bianca dell’Etna.

UNA BELLEZZA NATURALE 

Una contrada dove ammirare i vitigni del Carricante in tutto il loro splendore si trova nel comune di Milo (Etna est) in contrada Caselle. 

In questa contrada (900-920 m s.l.m.), dalle uve del nobile e antichissimo vitigno si ricava L’Etna Bianco Superiore. Una zona limite per la viticoltura dove il Carricante ha trovato una connaturale ambientazione.

In questo territorio i centenari vigneti ad alberello s’intrecciano con il bosco, con i frutteti, con i noccioleti e con essi condividono le nere terrazze e il terreno vulcanico. 

Le viti, l’una diversa dall’altra, attorcigliate al loro palo di castagno, sembrano orgogliose della loro irregolarità: ogni vite ha una sua storia che il viticoltore conosce bene.

I vini ottenuti, particolarmente ricchi di acidità fissa, con un alto contenuto di acido malico (2-5 g/l) detto qui’ “‘U muntagnolu”, hanno bisogno di svolgere la “malolattica”, per non risultare disarmonici al gusto; infatti, è uso in queste zone lasciare, dopo la fermentazione, il vino sulle proprie fecce fini e favorire con la primavera e i primi caldi  la “fermentazione malolattica”.

 “I vini poi che si ottengono dalle vigne, che restano in quelle montagne più alte sulle falde del mongibello, per il clima assai freddo si conservano perfettamente tutto l’anno, sopra la feccia o “mamma” come dicesi in Sicilia, senza essere travasati, maturandosi nella stagione più calda, lasciando quelle acerbità, che portano di natura sua, a tal segno che si rendono atti a resistere alla navigazione”. (Sestini)

Il Carricante entra nella costituzione dell’Etna Bianco (60%) ed Etna Bianco Superiore (80%) D.O.C

COSA SI DICE DEL CARRICANTE

“L’Etna Bianco Superiore trova il suo naturale equilibrio chimico-organolettico non prima di due anni dalla vendemmia ed in alcuni casi dopo tre-quattro anni (S. Foti). 

 “…. E’ necessario che l’iniziale acidità fissa, spesso sorprendentemente elevata per un vino meridionale, diminuisca, in conseguenza del verificarsi di naturali fenomeni fisici e biochimici (precipitazioni tartariche e fermentazione malolattica) sino al limite per mantenere il vino abbastanza fresco, a volte appena acidulo, affinché arrivi fragrante nella bocca del consumatore e non piatto o, addirittura, molle, come sovente avviene con molti vini bianchi siciliani.”     (A. Zappalà)

“L’Etna Bianco Superiore, per le sue particolari caratteristiche, è stato paragonato ai Chablis prodotti nello Yonne, in Borgogna” (Mazzei).

“… così l’Etna Bianco raccoglie e fonde, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e il fuoco del vulcano”.                 (M. Soldati)

COME SI PRESENTA

Appena versato nel bicchiere, il vino bianco di Carricante, mostra la sua natura brillante. Il colore giallo paglierino con accesi riflessi verdi lo conferma.

L’odore è intenso, ricco, ampio, fruttato con sentori di fiori di zagara e mela matura, maturando ricorda molto il miele.

Il suo sapore è secco con piacevole acidità e gradevolissima persistenza aromatica dal retrogusto di anice e mandorla.

COME GODERE PIENAMENTE DEL VINO CARRICANTE

Possiamo abbinarlo a piatti di pesce, legumi, carni bianche, anatra, spiedini di pesce, pesce spada, risotti, formaggi stagionati o cremosi. 

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